Si è tenuto oggi a Molfetta, presso l’Istituto Nautico A. Vespucci, il seminario “Un Mare di Sicurezza”, organizzato dal Dipartimento di Prevenzione SPESAL Area Nord della ASL Bari. L’Osservatorio Nazionale Pesca ha partecipato con un intervento della Presidente Francesca Biondo, dedicato alle criticità operative del comparto e alle proposte per migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori del mare.
Il convegno ha visto la presenza delle associazioni datoriali, dei sindacati, della Capitaneria di Porto e della ASL Bari — un tavolo interistituzionale che l’Osservatorio ha salutato come un segnale concreto di cambiamento.
“Oggi a Molfetta abbiamo parlato di sicurezza nella pesca con serietà e concretezza. La presenza allo stesso tavolo di datori di lavoro, sindacati, Capitaneria e ASL non è scontata, e rappresenta esattamente il modello di governance che serve a questo comparto.” Ha dichiarato la Presidente dell’Osservatorio Nazionale della Pesca, Francesca Biondo.
Tra le principali ciriticità elencate dalla Dr.ssa Biondo le condizioni strutturali di una flotta che invecchia senza adeguati supporti all’ammodernamento, il fattore umano con turni massacranti e una formazione ancora inadeguata per una forza lavoro sempre più multiculturale, un quadro normativo frammentato tra troppi soggetti senza visione d’insieme, e la pressione economica che in questo momento storico rischia di essere il fattore di rischio più sottovalutato di tutti.
“Il caro gasolio, la riduzione delle giornate di pesca, le condizioni meteo sempre più avverse, la crisi di personale che tiene le barche ferme in porto: tutto questo spinge gli operatori verso una ricerca spasmodica del reddito che mette sistematicamente in secondo piano la sicurezza. Non per incoscienza — per necessità. Ed è una distinzione che le istituzioni devono comprendere e assumere come propria.” Ha continuato Francesca Biondo, che ha sollevato inoltre il fatto che ancora oggi la pesca non è riconosciuta come lavoro usurante. Decenni in mare, turni massacranti, esposizione costante agli agenti atmosferici: tutto questo non trova ancora il riconoscimento previdenziale che merita. “È una lacuna normativa che dice molto su quanto questo Paese conosca davvero il mestiere del pescatore.”
Infine, Biondo ha lanciato un appello comune a imprese, sindacato e istituzioni: fare fronte comune per rendere visibile il valore sociale del prodotto ittico italiano. “Scegliere pesce italiano significa scegliere lavoro dignitoso, sicurezza in mare, rispetto dell’ambiente. Questo messaggio deve arrivare al consumatore, nella grande distribuzione e nelle sedi istituzionali.” Ha concluso Biondo








